Zurigo
10.11.2019

IL CLIMA UN BENE COMUNE - Zurigo, 28.10.2019

A COLLOQUIO CON MARCO GAIA, responsabile Centro regionale sud Meteo Svizzera

« I cambiamenti climatici in atto, anche da noi, richiedono una rapida e convinta azione comune. Per gestire ciò che non possiamo più evitare ed impedire impatti ambientali e sociali di dimensione tale da non essere più gestibili ».

Questo il tema affrontato lunedì 28 ottobre 2019 da Marco Gaia al Politecnico di Zurigo, dove si è laureato in fisica. Una serata organizzata in collaborazione con le associazioni studentesche ticinesi, con la quali la nostra sezione ha istaurato un importante rapporto di fiducia e attività  e il Club Plinio Verda.

Un tema ostico, difficile di grande attualità, che Marco Gaia ha saputo presentare con chiarezza e convinzione toccando gli aspetti scientifici di questa minaccia che incombe sul nostro pianeta. Inutile dire che l’aula era affollatissima.

Grazie a una impeccabile presentazione e alla professionale moderazione di Franca Verda Hunziker, Marco Gaia ha passato in rassegna gli elementi principali (denominati forzanti), che influenzano il clima : dal sole, ai gas ad effetto serra, dagli aerosol, alle attività vulcaniche. Soffermandosi in seguito ad illustrare il perché i gas ad effetto serra sono l’elemento decisivo che gioca la parte del leone nel determinare i cambiamenti climatici in atto. Ridurre drasticamente le emissioni di gas ad effetto serra è, sulla base delle attuali conoscenze scientifiche, l’unica strada per limitare l’impatto dei cambiamenti climatici. Limitare non azzerare, perché dei cambiamenti sono oramai inevitabili e dovremo imparare a conviverci.  Estati più asciutte, sempre più giornate canicolari, piogge più intense, inverni poveri di neve sono le quattro principali tendenze per il clima dei prossimi 100 anni in Svizzera. Dei nostri ghiacciai, fonte di orgoglio del paesaggio svizzero, ormai rimarrà ben poco.

Tutti : politica, industria e popolazione dovranno fare la loro parte. Lo tsunami verde delle elezioni federali dello scorso 20 ottobre ci fa riflettere e ben sperare.

Carla Ferrari