San Gallo
21.01.2018

La Pro Ticino, le candeline e la torta di pane

in occasione del Centesimo della Sezione di San Gallo festeggiato il 18 novembre 2017 nel KBZ Kaufmännische Berufs- und Weiterbildungszentrum, San Gallo. Un'enorme torta di pane per 150 persone ha sottolineato l'importante traguardo della centenaria Pro Ticino di San Gallo. 

Cento anni di vita, per un uomo, sono un traguardo invidiabile, sì, ma oramai possibile. Per un’Associazione invece è un compleanno tutt’altro che semplice. Quante cose belle e brutte succedono in un secolo? E quante occasioni ci sarebbero, o momenti di scoramento, per decidere di chiudere la baracca? O per tentare altre avventure? È capitato molto spesso e capiterà ancora tante volte. È vero, a tirare il carro sono sovente le stesse persone. Ed è anche sempre più difficile, in un mondo fatto di tanti impegni e di altrettante distrazioni, trovare persone disposte a investire il proprio tempo libero al servizio di un’ideale. E se un’Associazione non ha la fortuna di poter contare su un gruppo solido, il pericolo di arrivare alla fine sta sempre dietro l’angolo. Non bastano però, da sole, le persone e il loro impegno. Servono la motivazione e l’entusiasmo. Bisogna credere in certi valori. Anche se il tempo cambia i valori. E poi ci vuole ancora dell’altro: il piacere di ritrovarsi, di stare insieme. Di avere dei progetti, dei sogni. E di realizzarli.

La «Pro Ticino» è tutto questo e altro ancora. Qualcuno dice che è un’Associazione oramai sorpassata. Oggi molti Ticinesi vivono bene integrati nei luoghi in cui un tempo erano emigrati. Altri rientrano regolarmente nel Ticino. Non c’è bisogno perciò di stare assieme come succede agli emigranti. La concorrenza, poi, è sterminata. Per il tempo libero ci sono i viaggi, la televisione, lo sport, lo shopping, ci sono mille altri passatempi. Eppure… Eppure, malgrado tutto questo, la «Pro Ticino» di San Gallo soffia su una grande torta (immaginiamo che sia una «ticinesissima» torta di pane con l’uvetta e i pinoli) decorata da cento luminose candeline. Quante Ticinesi e quanti Ticinesi hanno fatto parte, nel corso di questi cento anni, della «Pro Ticino»? È probabile che, all’inizio, erano i tempi difficili della prima Guerra mondiale, molti di loro parlassero italiano e sapessero masticare solo poche parole in tedesco.

Oggi, a volte, succede il contrario: alcuni parlano meglio il tedesco dell’italiano. Questo non è un cattivo segnale. Vuol dire che un’Associazione di Ticinesi emigrati si è trasformata pian piano in un consesso aperto anche a chi il Ticino lo conosce e lo ama. Non si tratta più soltanto di avere un tetto sotto il quale sentirsi un po’ più protetti, e solidali, magari davanti a un bel piatto di risotto e a un bicchiere di Merlot. Si tratta prima ancora di avere la coscienza che la Svizzera è un paese dove le lingue e le culture nazionali sono quattro. Queste lingue e queste culture si incontrano più facilmente di una volta. Per questo però ci vogliono degli ambasciatori. La «Pro Ticino» di San Gallo lo fa con ammirevole impegno e tenacia. A tutto questo si aggiunge l’attenzione per la musica popolare, la cultura, i giovani, gli anziani, i malati. Ecco alcuni importanti motivi per augurarci che le candeline possano crescere ancora sulla gustosa torta di pane messa sul piatto di questo 2017.

                                                               

Prof. Renato Martinoni (Università di San Gallo)